Lucien Febre, storico delle «Annales», dettava questi “anomali” consigli agli aspiranti ricercatori:
«Per fare storia volgete risolutamente la schiena al passato e, innanzi tutto, vivete. Mescolatevi alla vita, in tutta la sua varietà. Storici, siate geografi. Siate anche giuristi. E sociologi. E psicologi. Non accontentatevi di osservare oziosamente dalla riva quel che avviene sul mare in tempesta. (...). È tutto? No. Bisogna che la storia non vi appaia più come una necropoli addormentata, dove soltanto ombre passano, prive d'ogni sostanza. Bisogna che penetriate nel vecchio palazzo silenzioso, e spalancando le finestre, richiamando la luce e il rumore, risvegliate la gelida vita della principessa addormentata...».
Di questo insegnamento cercheremo di far tesoro nel proporvi le nostre, speriamo interessanti, MICROSTORIE.
Questo mese ci sono due nuovi collaboratori a Microstorie:
MARIA TERESA D'ORAZIO: Nativa di Sannicandro Garganico, la D'Orazio si occupa di tradizioni popolari e di microstoria, pubblicando i suoi saggi sul "Notiziario di Etnostoria garganica", la rivista del Centro Studi storici ed archeologici del Gargano. Vive attualmente a Roma.
PIERO GIANNINI: Nativo di Molfetta (Ba) e peschiciano d'adozione, Piero Giannini ha esordito in campo letterario nel 1977. È di quell'anno la sua prima pubblicazione, alla quale sono seguiti tanti romanzi e una silloge poetica. Attento osservatore delle problematiche adolescenziali, le sue opere sono inserite nei cataloghi di «narrativa per la scuola» di vari editori italiani (ricordiamo in particolare «I figli del paradiso perduto», Editrice Theorema, Milano). Un tempo "voce" dell'emittente televisiva («Rtg-Puglia»), è una delle firme più apprezzate delle testate giornalistiche regionali «Puglia» e «Lucania», dirette da Mario e Rossana Gismondi. Da circa un anno è direttore editoriale di "punto di stella", periodico d'informazione del Gargano (www.puntodistella.it).
Ma lasciamo a lui il piacere di presentarsi ai nostri lettori, nello stile che gli è più congeniale:
«Piero Giannini… il buon Sandro direbbe: chi era costui?!? Un Caravaggio tutto genio e sregolatezza, o un Cagliostro imbroglione e ciarlatano? A conoscerlo verrebbe da dire: geniale, sregolato, imbroglione, ciarlatano. Eppure innamorato di ciò che fa, sfrenato nella passione che lo anima, in qualunque settore dello scibile si cimenti. Spazia invero dal giornalismo attivo al romanzo sociale, dal noir alla poesia, dalla composizione di canzonette alla gestione di un sito. Disincantato, irrefrenabile, stolto quel tanto sufficiente da non apparire pazzo totale, cinico al momento giusto e sensibile alle problematiche umane. Vecchio quanto basta a pretendere il rispetto del prossimo e giovane tanto negli errori quanto nelle sconclusionate deduzioni, equo e iniquo nello stesso tempo, scafato e ingenuo come se le due dimensioni componessero le facce di una medesima medaglia. Piero Giannini… il buon Sandro direbbe: ecco chi è costui! ».
ED ECC0 A VOI LE "MICROSTORIE" DEL MESE DI LUGLIO 2008.
Le condizioni di Davide si sono aggravate lunedì sera. Per quel che è dato sapere, ha avuto una crisi cardiaca e respiratoria dovuta anche all’aperturta del dotto di Botallo, che è un problema che nei bambini prematuri si risolve facilmente con una terapia farmacologica, inefficace tuttavia nel caso di Davide. Il bambino è stato intubato e trasferito al Policlinico, senza che nessuno abbia chiesto il consenso o il semplice parere dei genitori. La legge italiana non prevede il consenso dei genitori per l’intubazione, ma la situazione particolare di Davide avrebbe dovuto suggerire ben altro comportamento. In occasione di una precedente crisi respiratoria, quando i genitori erano privati della potestà genitoriale, si chiese il parere dell’allora tutore, dottor Magaldi, e fu presa la decisione di non intubare. Mentre scrivo, Davide viene sottoposto a dialisi, benché intubato. Eccezion fatta per l’onorevole Luca Volontè, dubito che chiunque possa vedere in tutto ciò qualcosa di diverso da un insensato, cinico, irresponsabile, crudele accanimento terapeutico. Mi spiace dover usare questa parola, accanimento. Mi spiace non per i medici, ma per i cani. I cani hanno una pietà, una delicatezza di sentimenti, una capacità di comprendere e rispettare il dolore che nessuno di questi fanatici della scienza e della tecnica possiede anche solo in minima parte.
Primo tentativo della nuova Amministrazione comunale peschiciana di gestire una “patata bollente” ereditata dalleprecedenti giunte: il recupero dell’Abazia Benedettina
KALENA… PUNTO E A CAPO!
di Domenico Martino (*)
PESCHICI. La riunione tenuta ieri 9 giugno, alle 20, nella Sala Giunta del Comune di Peschici, ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo della lunga e intricata vicenda “Salviamo Kàlena”. Ospitati dall’assessore alla Cultura, dott. Leonardo Di Miscia, sono stati ricevuti il presidente di Italia Nostra Gargano, la signora Menuccia Fontana, l’architetto Nicola Gentile, dell’Associazione Italia Nostra, e la prof.ssa Maria Teresa Rauzino, presidente del Centro Studi “Giuseppe Martella” sin dalla sua fondazione sempre attento alle sorti dell’Abazia Benedettina (nella foto del Centro Studi, il tetto sfondato della Chiesa).
L’intervento della signora Fontana, ultimo della serie, evidenzia l’eco che le sorti di Kàlena stanno assumendo nei confronti del mondo della cultura e dell’arte a livello nazionale e internazionale. Il presidente di Italia Nostra Gargano ha reso edotti i presenti riguardo all’apertura del procedimento di vincolo dell’area annessa all’Abazia di Kàlena, datato 5 dicembre 2007 e curato della dott.ssa Vita Plantamura della Sovrintendenza, arenatosi senza motivazioni precise a tutto vantaggio di eventuali progetti di sviluppo edilizio dell’area da parte dei proprietari, i quali avrebbero già chiesto lo spostamento della Strada Comunale Calena dalla sede attuale a nuova sede adiacente il canale di bonifica presente nella proprietà, a diversi metri dalle mura dell’Abazia.
Per l’arch. Gentile, tale “Area di rispetto” dovrebbe comprendere l’intera estensione della particella sulla quale insiste il complesso abaziale ed essere completamente inserita nel piano di recupero dell’immobile, garantendo così una più completa fruizione del bene e tutelandolo da eventuali iniziative inadatte alla sacralità del luogo.
La signora Fontana ha ricordato ai presenti che anche il presidente di Italia Nostra, il dott. Giovanni Losavio, magistrato di Cassazione da quarant'anni impegnato nella salvaguardia del paesaggio e del patrimonio storico e artistico del nostro Paese, individua nell’esproprio l’unica strada percorribile al recupero del bene, indicandola quale unica via d’uscita da attuarsi entro tempi brevissimi e senza concedere altro tempo alla proprietà, sorda agli innumerevoli appelli di accordo, evitando così altre inutili perdite di tempo, deleterie nei confronti dello stato di conservazione del monumento. A tal fine, si è chiesto che il Comune di Peschici divenga l’attore principale del provvedimento con l’acquisizione del bene, all’unico scopo di richiedere e ottenere quei finanziamenti necessari alle prime importantissime opere di restauro e recupero dello stato delle cose.
Esternate le proprie perplessità nei confronti dei reali e univoci obiettivi degli incontri precedenti a quello di ieri sera, l’assessore Di Miscia ha fissato le linee guida da seguire per i prossimi incontri, ribadendo la volontà di una direzione comune verso la quale convergere gli sforzi di tutti: Amministrazione Comunale, Associazioni Culturali, Curia. Per far ciò, verranno invitate le parti in causa a sedersi attorno a un tavolo e fare il punto della situazione, sentire la volontà degli attori della vicenda e trovare, se possibile, un punto d’incontro, per far ripartire tutti quei meccanismi necessari a una immediata risoluzione della questione e ridare nel minor tempo possibile il lustro e lo splendore che l’Abazia di Kàlena merita.